Ex Cercom - Le nostre osservazioni

Riportiamo qui di seguito le 25 osservazioni redatte dal Presidente del Circolo Legambiente Delta del Po, Marino Rizzati, inviate al Comune di Comacchio riguardanti la questione del nuovo insediamento industriale nella zona Ex-Cercom:

Comacchio 15.12.2018

Oggetto: Procedimento unico ai sensi dell’art.53, comma 1, lettera b) della L.R. n. 24/2017 per l’approvazione del progetto di ristrutturazione edilizia e ampliamento del complesso industriale denominato ex-Cercom (Via Marina n. 26, Comacchio, Provincia Ferrara, Italy), in variante alla pianificazione territoriale vigente.  

 In riferimento alla pubblicazione sul BUR Regione Emilia-Romagna n. 263 del 08.08.2018 periodico (parte seconda). Con tale pubblicazione il Comune di Comacchio (FE) comunica di avere intrapreso un procedimento unico (ai sensi dell’art. 53, comma 1, lettera b) della L.R. n. 24/2017 per l’approvazione del progetto di ristrutturazione edilizia e ampliamento del complesso industriale denominato ex-Cercom, sito a Comacchio in Via Marina n. 26, in variante alla pianificazione territoriale vigente.

 A seguito della presentazione del proponente di un progetto aggiornato (il 16.10.2018);   di una nuova relazione tecnico urbanistica di variante del servizio pianificazione del Comune di Comacchio (il 17.10.2018); di una nuova relazione proposta di variante al piano territoriale del Parco Delta Po – stazione centro storico Comacchio a firma della direttrice del Parco Delta Po (il 17.10.2018).

 Il nuovo progetto viene RIPUBBLICATO sul BURERT N. 326 del 17.10.2018 indicando anche la data del 17.12.2018 termine ultimo per presentare osservazioni alla pratica citata.

 Il sottoscritto Marino Rizzati, in nome e per conto del Circolo Legambiente “Delta del Po” con sede in Via Antonio Gramsci n. 1, a Comacchio ed iscritta nella sezione Provinciale del Registro del Volontariato n. 49815 del 21.09.1998, cod. fiscale : 91008950387.  

 Espone le seguenti osservazioni, quale contributo al procedimento unico  citato in argomento e quale partecipante alla commissione consultiva costituita dall’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Parco del Delta del Po. Commissione espressamente voluta dalle norme della C.E., per la verifica dell’applicazione delle misure di conservazione per la gestione del sito SIC-ZPS IT 4060002 Valli di Comacchio, Direttiva Habitat 92/43 CEE , art. 6.

 

OSSERVAZIONE N. 1 A:  legittimità della procedura 

    Vista la relazione del Parco in data 03.08.2018, “Relazione e proposta di variante al piano territoriale del Parco Regionale Delta del Po – Stazione Centro Storico di Comacchio“, Legambiente il 12.09.18 ha richiesto al Parco l’accesso agli atti chiedendo quali siano i documenti che giustificano la dichiarazione a pag. 7: L’attività della società Sacmi è stata considerata quale attività esistente alla data del 20.12.2012, data di adozione delle Norme di Attuazione, tant’è che l’Ente per i Parchi e la Biodiversità Delta del Po, ha di recente rilasciato provvedimenti di nulla osta in ordine al potenziamento della cabina ENEL (nulla osta del Parco n. 7/2017 del 04.01.2017) ed in ordine alla sistemazione dell’area di deposito (nulla osta del Parco n. 49 del 21.01.2017) .

    La risposta del Parco, arrivata dopo la sollecitazione, si può definire incomprensibile  in quanto non risponde alla richiesta. E’ un insieme di frasi quasi cifrate. Un’arrampicata sugli specchi.  

RISPOSTA PEC DEL DIRETTORE DEL PARCO REGIONALE

 Gent.mo Marino Rizzati

In riferimento alla vostra richiesta di precisazioni protocollata con N° 6799 il 12.09.2018 per esplicitare quanto segue:

Le attività di istruttoria che hanno condotto al rilascio dei due Nulla Osta (n. 7/2017 del 04/01/2017 per il potenziamento della cabina ENEL e n.49 del 21/02/2017 per la sistemazione dell’area di deposito) sono riferiti al comma10 dell’art.27 del P.T.P. stazione C.S. di Comacchio denominato come AC.FLU.b. e non come AC.FLU pertanto il riferimento alla data del 20.12.2012 non è rilevante ai fini dei N.O. rilasciati.

Si precisa inoltre che la relazione citata è stata sostituita con altra relazione in corso di pubblicazione nella quale emergono errori compiuti nella stesura definitiva delle NdA del Piano.

Si consiglia pertanto un’attenta lettura della relazione citata.

Cordiali saluti Direttrice

Maria Pia Pigliarusco  

    Ci permettiamo di considerare che la data del 20.12.2012 conferma gli aventi diritto nel continuare  l’attività produttiva da ciò che risultava dismesso e abbandonato.  La norma prevede anche la delocalizzazione ( art.27 comma 10 sotto zona AC-AC FLU e art. 27 comma 12).

    Questo atteggiamento non è trasparente, fa nascere dubbi sulla legittimità della dichiarazione del Parco e di conseguenza anche la procedura amministrativa non risulta pertinente. Probabilmente la soc. Sacmi dovrebbe richiedere la procedura come nuova attività industriale.  

      “Piano Territoriale del Parco Regionale Delta del Po – Stazione Centro Storico di Comacchio“, approvato con delibera del Consiglio Provinciale di Ferrara n. 25 del 27.03.2014, all’art. 20 e art. 27: 

L’art. 20 comma 2 vigente definisce “il piano individua altresì con apposita perimetrazione, ambiti unitari minimi di progettazione i quali, pur ricomprendendo zone o sottozone diverse, devono essere necessariamente oggetto di progettazione unitaria e i cui interventi devono essere disciplinati da apposita convenzione“

L’ art. 27 comma 10 sotto zona AC – AC FLU definisce “Le attività esistenti al 20 dicembre 2012, data di adozione delle presenti norme di attuazione possono continuare la attività e completare gli eventuali interventi di ristrutturazione, ampliamento o adeguamento funzionale. La previsione di ulteriori aree destinate agli usi consentiti dal presente comma, può essere effettuata solo con il nuovo Piano Strutturale Comunale.“

L’art. 27 comma 12 vigente definisce “Nell’ambito AC.FLU.b corrispondente alle zone urbanizzate degradate della parte settentrionale dell’ex-Valle Capre , la pianificazione comunale dovrà favorire la delocalizzazione delle attività produttive residue, operanti alla data di adozione delle presenti norme, anche attraverso incentivi che consentano un recupero dell’area a fini connessi alla frequentazione delle vie d’acqua."

    La L.R. n. 24 del 21.12.2017, all’art. 53 comma 1, lettera b, cita “…per lo sviluppo e la trasformazione di attività economiche già insediate…“ . A noi non sembra il caso preso in esame in questo progetto in quanto il 20.12.2012 esistevano i muri ma non l’attività della fabbrica.

Buona parte dei macchinari di produzione erano già stati traslocati o venduti prima del 2012 dalla CIR-Serenissima.

Chiediamo alla Provincia di Ferrara ed alla USL lavoro, se e quando hanno rilasciato autorizzazioni di produzione e in base a quale domanda? 

Chiediamo al Comune di Comacchio di pubblicare tutte le ricevute, di propria competenza, interessate alla ex Cercom con data anno 2012 e 2013 per il consumo Enel, Acqua, Rifiuti urbani e non, i pagamenti dei passi carrai, le tasse comunali previste per le imprese.  

OSSERVAZIONE N. 2 A:  Legittimità della procedura

 La sig.ra Cora Bonazza, in rappresentanza del movimento Meetup 5 Stelle, è in possesso di copia di un contratto di acquisto dell’immobile ex Cercom. L’atto notarile dichiara che la Soc. Serenissima CIR spa vende l’area ex Cercom alla soc. Sacmi “il complesso industriale posto in Comune di Comacchio Via Provinciale Ostellato, attualmente dismesso comprendente…..” .

 Inoltre nell’atto viene dichiarato che nell’anno 2014 c’è stato il ritrovamento di sostanze inquinanti nel sottosuolo sottostante l’immobile in oggetto, la parte venditrice dichiara e garantisce che la Provincia di Ferrara ha approvato la “analisi di rischio” della procedura di bonifica presentata dalla stessa parte venditrice, come risulta da atto n. 4715 del 31.01.2015. La società Serenissima CIR spa si impegna ad eseguire e completare a sua cura e spese tutte le attività necessarie e/o opportune per ottemperare alle prescrizioni medesime, rimanendo responsabile e restando in ogni caso a suo carico ogni eventuale risultato e/o conseguenza negativa che dovesse emergere dal piano di monitoraggio previsto dalle prescrizioni fino alla scadenza del piano di monitoraggio stesso, piano approvato dalla Provincia di Ferrara in data 3 novembre 2015 determina 6337.

 Il quotidiano la Nuova Ferrara del 04.01.2016 comunica l’avvenuto acquisto da parte della soc. Sacmi dello stabilimento ex Cercom il 22. 12.2015.

 Il documento notarile di vendita del complesso industriale dichiara l’area attualmente dismesso. Chiediamo la verifica dei dati citati. 

 

OSSERVAZIONE N. 3 B: Norme Parco

 In riferimento ai verbali ed alle dichiarazioni dei committenti rilasciate durante le conferenze dei servizi finora svolte  (CdS 30.11.18),  l’area dell’ex Cercom è stata definita zona fuori Parco  Delta del Po.

 Tali dichiarazioni intendono abbassare la categoria di tutela come fosse un’area estranea al Parco.

 Rileviamo come erronea questa definizione in quanto l’area Parco e l’area contigua fanno parte del Parco. Solo il livello definito dalle norme differiscono l’area. Quindi ribadiamo che l’area dell’ex Cercom è parte integrante del Parco del Delta del Po.

 

OSSERVAZIONE N. 4 B:  Norme Parco

 Il progetto prevede una rotatoria in Via Marina per agevolare l’entrata/uscita dei 170 camion giornalieri nell’area dell’ex Cercom. L’area di pertinenza è del Comune di Comacchio, il quale sarebbe disponibile a cedere l’area in cambio di compensazioni.

 Siamo contrari a tale scambio in quanto l’art. 142 lettera c) del Codice dei Beni culturali ed ambientali d.lgs 42/2004, tutela le sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri.

 Che l’area sia del Comune o di altri Enti o privati, è comunque vigente la tutela riferita.

 

OSSERVAZIONE N. 5 B:  Norme Parco

 Rileviamo che le Norme Tecniche di attuazione per il Piano Territoriale-Stazione Centro Storico Comacchio prevedono diversi gradi di applicazione: I, indirizzo = orientamento ; D, direttiva = Norme di orientamento; P, prescrizioni = Norme vincolanti.

 Il Piano di Stazione costituisce documento vincolante per le attività dell’Ente di gestione del Parco, e le prescrizioni del Piano di Stazione sono immediatamente precettive e prevalgono sugli strumenti Urbanistici Comunali.

 Chiediamo agli  Enti coinvolti nel procedimento unico di tenerne conto.

 

OSSERVAZIONE N. 6 B:  Norme Parco

 In riferimento al procedimento unico in oggetto ed alla proposta della variante alle norme del piano territoriale del Parco Regionale del Delta del Po - Stazione Centro Storico di Comacchio, constatiamo:

 Che le norme della Stazione centro Storico di Comacchio sono state adottate nel 2012 ed approvate dalla Provincia di Ferrara nel 2014 e dai due Comuni perché hanno parti del territorio comunale inserito nel perimetro della stazione .

 Riteniamo che qualsiasi variante alle norme della stazione deve coinvolgere ed essere sottoposta a verifica dei rispettivi consigli comunali, i quali possono cassare oppure approvare la proposta di variante.

 Riteniamo illegittima la procedura che non coinvolge tutti e tre gli Enti.

 

OSSERVAZIONE N. 7 B: Norme Parco  

 La cartografia, la carta dei vincoli, la relazione introduttiva ed il complesso delle norme sono motivo e strumento per rispettare l’obiettivo che tanti tecnici e studiosi hanno evidenziato nel portare all’approvazione del Piano Territoriale del Parco del Delta del Po – Stazione Centro Storico di Comacchio. Le tutele, le norme hanno l’unico obiettivo di salvare questo territorio dall’infamia di chi ha provveduto, attraverso il coinvolgimento della politica, accondiscendere alla speculazione privata a discapito del bene comune.

 La cartografia allegata alla relazione attuativa, evidenzia senza ombra di dubbio gli obiettivi e le norme di tutela nell’area in argomento.

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 La seconda linea di intervento dell’Ambito si propone il sostanziale ridisegno/ riconversione funzionale delle aree marginali a crescita disorganica lungo la S.P. 1 nel tratto Comacchio – Porto Garibaldi.

 In tale contesto l’appartenenza alla stazione del Parco come area contigua deve portare a riallacciare collegamenti ecologici e paesistici, nonché fruitivi con le aree a “parco” limitrofe. La concertazione fra Comune e proprietari privati dovrà condurre, in questi areali, alla possibilità di utilizzare forme di perequazione che permettano di ricostruire parte degli spazi vallivi nella parte bonificata di Valle Capre, a compensazione di operazioni di trasformazione urbanistico – edilizie anche esterne al perimetro della Stazione ma, soprattutto, alla rimozione delle strutture non più dedicate alle attività artigianali ed industriali (aree ex-CERCOM, ex-mangimificio etc...) da sempre incompatibili con le qualità che il territorio tra centro storico e mare dovrebbe avere per supportare adeguatamente sia un turismo motivato e di qualità che una corretta politica di gestione delle zone umide residue. Il comparto potrà mantenere una funzione produttiva nel settore della ricettività e dei servizi alla frequentazione delle vie d’acqua interne, secondo gli standard prestazionali che il PSC dovrà definire anche in rapporto alle altre misure di intervento previste dai progetti strategici B) e D).

piano parcopng

Indice dei contenuti:

1. Introduzione                  ………………………………………………. pag. 1

1.1. Ambito procedurale: la situazione di partenza del Piano      .....…………. pag. 2

1.2. Ambito metodologico: una nuova idea del Delta         ……………………pag. 5

1.3. Il Piano del Parco: Zonizzazione ed Ambiti strategici        ………………pag. 8

2.1. Il progetto di Piano del Parco           …………………………………………pag. 13

2.2. Gli “Ambiti strategici di recupero e valorizzazione dei sistemi ambientali e del paesaggio                         ……………………………………………pag. 16

2.3. Gli ambiti unitari minimi di progettazione         …………………………… pag. 27

2.4. Ulteriori linee di intervento           …………………………………………… pag. 29

 Ci preme sottolineare che le motivazioni espresse dalla relazione del Parco in data 03.08.2018 per giustificare la “proposta di variante  al piano territoriale del Parco Regionale Delta del Po – Stazione Centro Storico di Comacchio“ ci sembra non rispetti i contenuti di un Ente che è nato per esplicitare il proprio ruolo: Difendere la tutela di un territorio facendo rispettare le norme specifiche dell’Ente.  

 All’interno della relazione vi sono passaggi di programmazione urbanistica che sono propri di un ufficio di Urbanistica Comunale.  

 

OSSERVAZIONE N. 8 C: Norme CE e Sic-Zps

 L’area interessata all’insediamento del complesso industriale Ex Cercom è posta in fregio al sito natura 2000, IT4060002 SIC-ZPS VALLI DI COMACCHIO, ed è caratterizzato dalla presenza di alcuni habitat di interesse comunitario, uno dei quali prioritario:

- 1150 “Lagune 6230” formazioni erbose di Nardo, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane;

- 1310 Vegetazione annua pioniera di salicornia e altre delle zone fangose e sabbiose (6430 Praterie di megaforbie eutrofiche);

- 1410 Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi) 7110 Torbiere alte attive;

- 1420 Perticaie alofile mediterranee e termo-atlantiche (Arthrocnemetalia fruticosae).

Inoltre tutta l’area è un corridoio ecologico che permette ai Fenicotteri Rosa e a tutta l’avifauna di sorvolare l’area valliva salmastra (salina di Cervia) ad altre (Argine sotto Reno, Salina di Comacchio, Valle Bertuzzi, Valli di Chioggia). Aree sottoposte a convenzione Ramsar;

- Si trova in mezzo ad un corridoio di migrazione  per tante specie di uccelli migratori (Ramsar).

- L’area si trova in fregio alle Valli e alle Saline di Comacchio. Sono  conclamate area vasta valliva salmastra. Un’area dove trova riparo l’anguilla anguilla selvatica. Oggi definita una specie in pericolo di estinzione.

- Nel canale adduttore alle Valli ed alla foce del canale navigabile, in fregio al sito proposto per insediare l’impianto industriale dove confluiscono  le acque reflue dell’impianto, c’è la presenza del Cavalluccio marino camuso, specie protetta;

- Nelle aree boscate ai margini delle Valli di Comacchio sono presenti i Chilotteri. Un mammifero in pericolo di estinzione.

 

OSSERVAZIONE N. 9 C: Norme CE e Sic-Zps

- In riferimento alla causa C-142/16, Corte di Giustizia dell’unione Europea, sez.II – 26 aprile 2017 – Pres. Ilesic, Rel. Toader – Commissione europea c. Repubblica federale di Germania. “ Flora e Fauna, tutela degli habitat , direttiva 92/43/CEE (art.6, par.3, seconda frase), applicabilità Valutazione ambientale in area vasta Sic-Zps, certezza dell’assenza effetti pregiudizievoli integrità sito protetto, effetti cumulativi“

 Fonte citata: Rivista Giuridica dell’ambiente 4-2017, a pag. 675, editoriale Scientifica , Napoli.

 La Corte non esclude l’applicabilità dei requisiti enunciati all’art. 6, paragrafo 3, della Direttiva n. 92/43/CEE per la valutazione ambientale.

 “… le autorità nazionali competenti possono autorizzare un’attività solo a condizione che, nell’ambito della preventiva valutazione ambientale (VInCA), abbiano acquisito la certezza che essa è priva di effetti pregiudizievoli per l’integrità del sito protetto… e per le specie tutelate oltre ogni ragionevole dubbio… siano verificati gli effetti cumulativi...

 Chiediamo di verificare, alla luce di tale sentenza, se vi siano gli estremi per intervenire nel nostro caso per un  possibile danno alla fauna e flora in area tutelata nei siti Sic-Zps. La tutela della Biodiversità costituisce uno degli obiettivi essenziali perseguiti dalla Comunità Europea, relativa alla conservazione degli Habitat naturali e semi-naturali della flora e della fauna selvatiche. Non sono state effettuate valutazioni degli effetti negativi verso specie in pericolo di estinzione (anguilla anguilla, Cavalluccio marino camuso, i Chirotteri/pipistrelli in pericolo di estinzione). 

 Sono in atto procedure di verifica previste dall’applicazione delle misure di conservazione per la gestione del sito SIC-ZPS IT 4060002 VALLI DI COMACCHIO, direttiva habitat 92/43 CEE, art. 6.

 

OSSERVAZIONE N. 10 C: Norme CE  e  Sic-Zps 

 Chiediamo agli Enti preposti di attenersi alle normative della C.E. e della Regione E.R. , le quali prescrivono che le aree in fregio ai siti Sic-Zps habitat Natura 2000 siano relazionati da una Valutazione di incidenza ( VinCA ) per valutare l’impatto anche da impianti esterni ai siti Sic-Zps.  

 E’ una procedura di valutazione preventiva prevista dall’art. 6 comma 3 della Direttiva 92/43 CEE.

 

OSSERVAZIONE N. 11 D Partecipazione e trasparenza  

 La partecipazione di Legambiente, in qualità di associazione ambientalista riconosciuta “portatrice di interessi diffusi”, è sempre stata in forse ed accettata solo in forma di audizione. Legambiente ha sempre dovuto reclamare il diritto di partecipazione in tutte le fasi del procedimento.

 A nostro avviso la partecipazione doveva essere garantita per le norme sulla trasparenza e anche in quanto partecipante alla commissione consultiva costituita dall’Ente Parco ed espressamente voluta dalle norme C.E. per la verifica dell’applicazione delle misure di conservazione per la gestione dei siti SIC-ZPS direttiva habitat 92/43 CEE, con il riferimento all’art. 6.  

 “… all’interno dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità sono state redatte le misure specifiche di conservazione dei siti di competenza dell’Ente ed è stato attivato, un processo di coinvolgimento delle amministrazioni locali e con i principali portatori di interesse o stakeholders (associazioni, Enti, autorità competenti, ecc.) …

Siamo del parere che la partecipazione debba essere garantita e non concessa.

 

OSSERVAZIONE N.12 D: Partecipazione e trasparenza 

 E’ accaduto che il sottoscritto si sia lamentato della difficoltà riscontrata nell’essere accettato pienamente nel processo partecipativo. Ciò anche per vedere rispettate le norme sulla trasparenza degli atti.

 La nostra richiesta di trasparenza e di partecipazione deriva anche dal malfunzionamento della macchina di gestione del procedimento unico in riferimento.

La nostra associazione, come tanti altri cittadini, comitati, associazioni hanno espresso osservazioni entro la data dell’8.10.2018. Ebbene le osservazioni sono state pubblicate nel sito web del Comune di Comacchio dopo un mese, il 05.11.2018.

 Trasparenza vuole che le osservazioni siano utili a tutti, compresi gli Enti preposti che possano prenderne visione. Se poi vengono pubblicate dopo un mese è difficile che le osservazioni possano essere lette da tutti gli enti. A nostro parere la procedura così presentata non è trasparente, presenta dei punti non chiari.

 Inoltre, nella prima pubblicazione del BURERT n.263 dell’8.08.18, gli uffici dell’Urbanistica erano disponibili alla consultazione ed a informazioni dal Lunedì al Venerdì dalle 8,30 alle 13,00.

 Nel mese di Settembre 2018, dopo il trasloco dell’ufficio Urbanistica del Comune di Comacchio e con pubblicazione del BURERT n. 326 del 17.10.18 sono stati predisposti nuovi orari di accesso all’ufficio: orari al pubblico: mercoledì e venerdì, dalle ore 9,00 alle 12,00, previo appuntamento telefonico nelle giornate del lunedì e giovedì dalle ore 11, alle 12.

 Cambiamenti che non hanno migliorato il servizio, visto che è servito un mese per pubblicare le osservazioni citate. Abbiamo percepito che la partecipazione dei cittadini non è gradita. Il Comune non vuole confronti.

 

OSSERVAZIONE N. 13 D: Partecipazione e trasparenza  

 Nella gestione del procedimento e nello svolgimento delle Conferenze dei Servizi, si ravvisa una prassi sospetta di non trasparenza e probabilmente l’utilizzo di un iter non corretto:  

A -   La prima pubblicazione sul BURERT n. 263 è avvenuta L’8.08.18 .

        La prima CdS è stata svolta il 09.08.18, inviando una duplice comunicazione il 26.07.18 ed il  

        1° .08.18.

 Ci permettiamo di mettere in evidenza la data di pubblicazione sul BURERT. Le date della duplice convocazione, la data di svolgimento della CdS (il giorno dopo la pubblicazione sul BURERT!).

 Ci chiediamo se questa procedura sia normale. Quali sono i motivi di tanta fretta? Quali sono gli obiettivi che l’amministrazione comunale si prefigge?

B -   La seconda RIPUBBLICAZIONE  sul BURERT n. 326 avviene il 17.10.18., ad integrazione  

      della prima   pubblicazione.

      In data 17.10.18 il Comune convoca la CdS per il 29.10.18 e con la medesima nota sposta la

      data e convoca la seduta della CdS al 16.11.18.

      In data 25.10.18 il Comune riconvoca la CdS per il 29.10.18 .

      In data 16.11.18 si è svolta regolarmente la CdS.

      In data 30.11.18 si è svolta una nuova CdS convocata per sopralluogo e seduta con gli Enti

      preposti.  

 Ci permettiamo di osservare che le date inducono dubbi e perplessità sulla gestione della pratica, probabilmente per l’urgenza di raggiungere l’obiettivo che l’amministrazione si prefigge.

 Non si comprendono i motivi per i quali è stata RIPUBBLICATA la pratica sul BURERT quando ancora oggi la pratica viene modificata da richieste di integrazioni ed osservazioni formulate da Enti preposti ed implementata e modificata dalla società proponente.

 

OSSERVAZIONE N. 14 D: Partecipazione e trasparenza 

 Il Sindaco del Comune di Comacchio, ha convocato un’assemblea pubblica il 12.12.18 alle ore 18,00 presso la sala Polivalente San Pietro per “presentazione procedimento unico ristrutturazione edilizia e l’ampliamento del complesso industriale denominato Ex Cercom“.

Avviso alla cittadinanza - Presentazione procedimento unico ristrutturazione edilizia e l’ampliamento del complesso industriale denominato "Ex Cercom"

Al fine di garantire la massima pubblicità e consultazione dei cittadini e delle associazioni costituite per la tutela di interessi diffusi ed in ossequio alle previsioni della Legge Regionale n. 24/17 l’Amministrazione Comunale è lieta di invitarvi alla presentazione del “Procedimento unico di cui all’ art. 53 – comma 1 - lett. b) della L.R. 24/2017, per la ristrutturazione edilizia e l’ampliamento del complesso industriale denominato "EX CERCOM" sito in Comacchio (FE), via Marina n. 26” per il giorno mercoledì 12/12/2018 alle ore 18:00 presso la Sala Polivalente San Pietro - via Agatopisto n. 7 - Comacchio.

Stante l’elevato numero dei destinatari la presente viene affissa all’Albo Pretorio Comunale e sul profilo web dell’Ente.

 IL SINDACO

 Dott. Marco Fabbri

 La sala era piena di cittadini. Sul palco erano schierati i committenti. Gli Enti invitati hanno comunicato che non avrebbero partecipato. Erano presenti il dirigente del settore IV arch. Michele Saglioni con il compito di coordinare i lavori e la garante della comunicazione e della partecipazione del procedimento ai sensi dell’art. 45, comma 3, della L.R. 24/17 l’arch. Agnese Farinelli.

 Il Sindaco ha preso la parola per illustrare l’iter seguito per il procedimento del progetto presentato dalla soc. Sacmi. Informando, inoltre, che lo svolgimento avrebbe avuto questa sequenza: presentazione del progetto da parte del committente, lettura e risposta delle domande pervenute via Web (una quarantina circa) e poi gli interventi del pubblico, chiarendo che sarebbero state date risposte di competenza del Comune.

Il sottoscritto ha preso la parola chiedendo l’inversione della sequenza: presentazione progetto, interventi dal pubblico e poi lettura e risposte pervenute sul Web. Inoltre ha chiesto la verbalizzazione dell’incontro e da allegare al procedimento in corso presso la Conferenza dei Servizi. Era una richiesta di trasparenza e garanzia.

Il Sindaco e l’arch. Saglioni hanno negato l’inversione degli interventi.

I cittadini hanno contestato la negazione e dal quel momento l’assemblea non ha preso avvio. Il Sindaco e l’arch Saglioni hanno deciso di annullare l’assemblea da essi convocata. 

 Vorremmo fare presente che il Consiglio Comunale che ha dato il consenso all’avvio dell’iter si è svolto il 17.05.2018; Il comitato ha raccolto una petizione con 2081 firme consegnate al Sindaco il 06.10.2018; che il procedimento unico è stato attivato l’08.08.2018. Vorremmo mettere in risalto che solo dopo 7 mesi il Sindaco ha trovato il tempo per presentare ai cittadini il progetto, il 12.12.2018, a pochi giorni dal termine della presentazione delle osservazioni, il 17.12.2018.  

 A noi sembra palese il completo disinteresse da parte del Sindaco nei riguardi dell’opinione dei propri cittadini.

 Stupisce l’atteggiamento del Sindaco che oggi sminuisce l’importanza dell’iter provocato dall’assenso del Consiglio Comunale del 17.05.2018. Inoltre, ci lascia sbigottiti  invece che Egli si sia prodigato anche nel ruolo di Presidente dell’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Parco del Delta del Po, per concertare  la forma per approvare una variante per modificare le tutele ambientali in quell’area.    

 

OSSERVAZIONI N. 15 E: Paesaggio e Soprintendenza 

 Siamo fiduciosi nell’atteggiamento attendista della Soprintendenza archeologia, Belle arti e Paesaggio , visto che ancora non ha espresso un parere.  

 Innanzi tutto invitiamo la Soprintendenza a verificare la legittimità dell’accampato diritto di continuità dichiarato dal Parco del Delta del Po nella relazione del 03.08.2018.

 Dichiarazione che cita a pag. 7 “L’attività della società Sacmi è stata considerata quale attività esistente alla data del 20.12.2012…”. Alla associazione scrivente risulta che la soc. Sacmi ha acquistato l’area “abbandonata” della ex Cercom il 22.12.2015. Quindi l’attività era già inesistente il 20.12.2012 e il nuovo committente non dovrebbe avere il diritto di chiedere l’autorizzazione a riaprire l’attività. L’attività deve essere delocalizzata (norme Parco).

 Inoltre, Le chiediamo di verificare la distanza di rispetto-tutela dall’argine del canale adduttore alla valle Molino, che corrisponda ai 150 metri previsti dall’art. 142 lettera c) del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il Parco ritiene sia di 5 Metri, sufficienti per consigliare gli interventi di compensazione e consentire al committente di raggiungere una determinata quota di territorio e quindi potere definire il progetto: “coincidere con il perimetro di ambito minimo di progettazione, così come individuato nella tavola P27 allegato e parte integrante del Piano Territoriale del Parco-Stazione centro Storico di Comacchio“ (pag. 3, 4, 5, 6 del 03.08.2018 documento del Parco: “Relazione e proposta di Variante…”).      

 Invitiamo la Soprintendenza a considerare la dimensione della fabbrica alta 35 metri e di complessivi 9000 metri quadrati. 8 camini dedicati alla fuoriuscita di “vapore acqueo” ed altri 17 camini dedicati alla fuoriuscita di polveri residue. Il totale sono 25 camini. Ci chiediamo come la soprintendenza possa autorizzare l’inserimento della fabbrica nel paesaggio piatto tra i siti Sic-Zps Valle Molino, Valle Capre, le saline e le Valli di Comacchio

 Citiamo solo due articoli del Codice dei Beni culturali ed ambientali. per non riempire di riferimenti questa comunicazione :

L’art. 142 lettera f) tutela i parchi e i territori di protezione esterni;

      “         lettera c) tutela delle relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri

                ciascuna;

L’art. 143 lettera a) ricognizione del territorio oggetto di pianificazione, mediante l’analisi delle sue caratteristiche ed in relazione al livello di rilevanza e integrità dei valori paesaggistici, il piano ripartisce il territorio in ambiti omogenei…”.

 

OSSERVAZIONE N. 16 F:   Funzione sociale/economica 

 Leggendo i verbali delle CdS, abbiamo il sentore che gli Enti preposti intendano analizzare il procedimento senza preoccuparsi del contesto. Vengono richiesti elementi di funzionalità della fabbrica avendo come schema i livelli di sostenibilità di legge previsti in aree industriali predisposte alla sicurezza e con tutte le altre certificazioni.

 Gli Enti si preoccupano  che non vengano  superati i livelli massimi di emissioni in atmosfera.

 Una fabbrica che utilizza polveri, che lavora con tre turni per 24 ore, pensiamo possa  cambiare  la caratterizzazione di un territorio. Questa fabbrica anche se non supera i limiti imposti per legge non può essere giustificata proprio per il contesto nel quale sarebbe inserita.  

 La Camargue italiana si allontana sempre di più dal mercato turistico ambientale internazionale.

 

OSSERVAZIONE N. 17 G: Emissioni e impatti

Chiediamo, inoltre, agli Enti preposti  di valutare i possibili danni ambientali. Potrebbero essere causati, nell’area delle Valli di Comacchio, con l’insediamento di un complesso industriale per la lavorazione di inerti o rocce frantumate per produrre una malta, attraverso il metodo dell’atomizzazione, per formare piastrelle di nuova generazione. Attività, visto il progetto, che presenta alcuni impatti:

 a-     Paesaggistico in quanto l’altezza degli immobili raggiunge  35 metri e la dimensione di 9000 mq. Sono forti le  perplessità sull’inserimento di un imponente complesso che presenta uno skyline visibile a diversi chilometri di distanza;

 b – L’ emissione in atmosfera di vapore acqueo probabilmente con trasporto di micro polveri, per la presenza di 8 camini con relativa ricaduta nell’ambiente, sia a terra che negli ambienti vallivi salmastri;  

 c – L’enorme utilizzo di energia dovuto al metodo di atomizzazione e uso di mulini per polverizzare le rocce provenienti via nave da Stati Esteri;

 d - Mezzi di trasporto quotidiani dichiarati, a pieno regime: 170 camion provenienti dal porto di Ravenna;

 e – Impatto sonoro, Impatto luminoso. Impatti enormi tenendo conto che per questo territorio questo tipo di impatti sono quasi inesistenti;  

 f - Mancanza di valutazione di incidenza per comprendere l’impatto sulla matrice ambientale naturale delle Valli e della salina di Comacchio, tutti siti Sic-Zps, habitat natura 2000 C.EE;

 g - Mancanza di valutazione di incidenza verso le specie animali quali fauna selvatica, pesci di Valle Salmastra, coltivazioni di Mitili e di Bivalvi,

 h - Mancanza di valutazione di incidenza sommata ad altri elementi inquinanti trasportati dal dilavamento delle terre agricole circostanti;

 i - La valutazione degli effetti negativi verso specie in pericolo di estinzione (anguilla anguilla, Cavalluccio marino camuso, i Chirotteri/pipistrelli) per le quali sono in atto procedure di verifica previste dall’applicazione delle misure di conservazione per la gestione del sito SIC-ZPS IT 4060002 VALLI DI COMACCHIO, direttiva habitat 92/43 CEE, art. 6.

 l - Manca la valutazione di incidenza riferita all’avifauna migrante e stanziale. La presenza dei fenicotteri rosa nidificanti nelle vasche della salina di Comacchio, potrebbero subire disturbi e disorientamento dal vapore acqueo proveniente dai camini previsti dall’impianto industriale.

 m - Inoltre manca la valutazione di incidenza per capire le possibili modifiche climatiche provocate dal calore emesso dall’impianto industriale. Quale potrebbe essere la modifica nell’ambiente intorno tenendo conto dei venti e delle stagionalità, compresa la nebbia che mantiene a terra gli inquinanti.

 

OSSERVAZIONE N. 18 G: Emissioni e impatti

 Dal progetto del committente si evince che al termine delle due fasi, i camini per emissione   in atmosfera di polveri, di aria satura, di vapore acqueo saranno n° 25.

    Vista la descrizione, il  ciclo produttivo si svolgerà in questo modo:  

- stoccaggio e caricamento delle materie prime. Durante le fasi di stoccaggio è previsto l’utilizzo di un unico impianto di aspirazione centralizzato, avente il compito di aspirare ed emettere in atmosfera , denominato ( E01).

 Durante la seconda fase sono previsti ulteriori due camini ( E09 – E10 ) con il compito di      aspirare ed emettere in atmosfera le polveri.

-  Dosaggio materie prime e alimentazione mulini.

Altro camino per emissioni di polveri in atmosfera è previsto durante il carico dei Mulini (E02). Durante la seconda fase sono previsti altri due camini con aspiratori per emissione in atmosfera di polveri (E11 – E12).

- Durante lo stoccaggio in vasca è previsto un deferrizzatore per ridurre i quantitativi di ferro che sono contaminanti della pasta.

Quali sono i calcoli dei quantitativi delle particelle ferrose recuperate o smaltite?

- Processo di atomizzazione della barbottina. Per essiccare la barbottina (pasta mescolata con acqua calda) a contatto con l’atomizzatore è necessario portarla  ad alta temperatura (600 gradi) per sviluppare una rapida evaporazione dell’acqua e la caduta della “polvere essicata”.

- Ogni atomizzatore sarà dotato di aspiratore per l’emissione in atmosfera del vapore acqueo. Per l’abbattimento delle polveri verrà utilizzato un filtro a maniche dedicato.

- Inizialmente ci saranno due aspiratori e camini (E05 – E06), nella seconda fase aumenteranno di sei atomizzatori con relativi aspiratori e camini (E16 – E17- E18- E19- E20- E21) con un totale di 8 camini per l’emissione in atmosfera del vapore acqueo e le polveri residue.

- Il processo di stoccaggio del prodotto finito utilizzerà un aspiratore con relativo camino per emissione in atmosfera (E03).

Nella seconda fase aumenteranno di altri due aspiratori con camini (E13 – E14) per l’emissioni in atmosfera.

- Il reparto di spedizione prodotto finito avrà un altro aspiratore per emissione in atmosfera con relativo camino (E04) miscelazione polvere atomizzato.

Nella seconda fase sarà implementato con aspiratore e con un’altro camino (E15) sempre per emissione in atmosfera. Reparto miscelazione polvere atomizzato.

- Per la pulizia meccanizzata di due reparti (dosaggio- alimentazione mulini e atomizzazione), utilizzando lance e scope aspiranti, sono previsti due aspiratori e relativi camini di fuoriuscita di aria esausta (E07 – E08), nella seconda fase verranno implementati con l’istallazione di due impianti con emissione in atmosfera (E22 – E23).

- I due cogeneratori previsti, con utilizzo di aspiratori e camini (E24 - E25), sembra vengano rimandati ad una seconda fase di implementazione.  

 Nella descrizione  evidenziamo la mancanza di descrizione dei metalli pesanti, delle materia di risulta da coloranti o prodotti chimici correttivi. Si chiede una verifica tecnica sulle emissioni in atmosfera in quanto la relazione trascura e minimizza.

 Chiediamo agli Enti preposti alla nostra salute di raccogliere le nostre domande e tramutarle in risposte ed impegni.

- Per quanto tempo i filtri saranno efficienti?

- La quantità di vapore acqueo viene emesso in atmosfera?

- La quantità di polveri sottili verranno emessi in atmosfera?

- Quale sarà la composizione del vapore acqueo emesso in atmosfera?

- Quali saranno i residui di polveri sottili e micro polveri che verranno emessi in atmosfera?

- Come  saranno emessi in atmosfera? Saranno sparati, a quale velocità?

- Quale sarà l’impatto sull’uomo e sull’ambiente per la ricaduta dei vapori in forma di goccioline che a contatto con l’atmosfera rientreranno nell’ambiente circostante?

- Quale sarà l’effetto fungo, l’area della ricaduta del vapore acqueo?

- Quale sarà l’effetto fungo, l’area della ricaduta delle polveri sottili?

- Siccome si presume che il vapore acqueo ricadrà in forma di pioggia acida e sarà più leggera delle polveri sottili, quale è la ipotesi di ricaduta? La circonferenza dell’effetto fungo risulta diverso?

- Quali sono i controlli e gli strumenti per garantire la salubrità dell’aria in tutti gli ambienti di lavorazione?

- Chiediamo che venga istituito un controllo epidemiologico, da parte dei medici condotti e dell’ospedale del Delta, ora che non è presente la fabbrica delle polveri, per verificare il quadro punto di partenza, riguardante le malattie polmonari da respirazione di polveri.

- Chiediamo sin da ora la certezza che ci sarà un centro di controllo epidemiologico per controllare se aumenteranno  le malattie da respirazione da polveri sottili.

- Chiediamo che venga garantita la presenza di sindacalisti nella fabbrica delle polveri per i controlli sulla salute e sui turni in fabbrica.

- Chiediamo che il committente depositi una assicurazione supplementare per fare fronte ad eventuali malattie polmonari sorte anche dopo diversi anni ai cittadini residenti nel territorio di Comacchio.

 

OSSERVAZIONE N. 19 G:   Emissioni e impatti

 Emissioni nell’atmosfera ad alte temperature, di notevoli quantità di polveri sottili e probabilmente di inquinanti, emissione di vapore acqueo composto. Tutti questi, prodotti dalla fabbrica (25 camini) porteranno  emissioni con ricadute, vicine, lontane.

 Quali studi vengono portati per la valutazione ambientale, per la incidenza sul territorio, sulle acque salmastre delle valli, sulle sabbie e sulle coltivazioni “ biologiche o biodinamiche “.

 Quali danni ambientali subiranno le aziende agricole del territorio e tutti i cittadini che coltivano l’orto per proprio piacere e mangiare finalmente un prodotto senza concimi chimici.

    Quale sarà l’impatto sugli allevamenti dei mitili e delle vongole?

 Come reagiranno i pescatori di Porto Garibaldi che lamentavano l’attività del Rigassificatore di Porto Levante quale responsabile di emissioni di acqua calda provocando l’allontanamento del pesce in mare Adriatico?

 Quali sono gli studi presentati che contemplano l’accumulo di diversi inquinanti sugli ecosistemi della costa, delle pinete, delle Valli Salmastre?

 

OSSERVAZIONE N. 20 G: Emissioni e impatti 

      Citiamo ed implementiamo  la nostra l’osservazione n.1 presentata il  06.10.2018.

Dobbiamo fare la nostra parte per ridurre le emissioni in atmosfera: annullare la previsione del complesso industriale in area Ex Cercom. Le emissioni in atmosfera parteciperebbero al global warming. Gli effetti del riscaldamento dell’aria e dell’acidificazione dell’acqua portano al peggioramento delle condizioni ambientali della terra.

Ci permettiamo di allegare l’articolo del 05.12.2018 a firma del “team il Meteo.it”, senz’altro una società con tecnici e tecnologia all’avanguardia ed i dati non sono confutabili.

INQUINAMENTO: Pianura Padana maglia NERA del Pianeta

Articolo del 5/12/2017 ore 12:54  scritto da Team iLMeteo.it Meteorologi e Tecnici

Un satellite ha evidenziato che le aree critiche sono nel Nord Italia, nei Paesi Bassi e nella Germania Ovest

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 INQUINAMENTO: il pianeta visto dallo spazio che non ci stessimo affatto prendendo cura del nostro pianeta si sapeva, ma che gli effetti dell'inquinamento si potessero osservare addirittura dallo spazio non ce lo si immaginava; tuttavia è proprio così e ciò dovrebbe farci riflettere.

 L'Esa ha presentato le prime immagini e i dati raccolti dal satellite Sentinel-5P, lanciato a ottobre, che analizza ogni giorno l'aria che respiriamo in tutto il mondo. Grazie a una risoluzione al suolo molto più alta rispetto ai precedenti satelliti, esso garantisce un monitoraggio più dettagliato di come viaggiano nell'atmosfera i gas inquinanti e le polveri che minacciano la nostra salute, la sicurezza dei viaggi aerei e il pianeta stesso.

 La Pianura padana, Milano e il delta del Po, anche dai nuovi dati, si confermano tra le zone più inquinate del pianeta, a causa le elevate concentrazioni di monossido di carbonio, così come la Cina, l'India e le grandi metropoli del mondo.
 I dati raccolti potranno essere usati per pianificare le politiche ambientali e migliorare le iniziative per contenere il numero di morti da inquinamento.

 

OSSERVAZIONE N.21 G:   Emissioni ed impatti 

 La proposta di consentire la presenza di un impianto industriale per la produzione di malta atomizzata in area contigua del Parco Delta Po e situata in fregio al sito Sic-Zps IT4060002 Valli di Comacchio (direttiva habitat 92/43 CEE art. 6), impone una attenzione da parte di tutti gli Enti coinvolti. L’ipotesi di autorizzazione comporta la verifica e la proiezione di dati sulle matrici presenti (acqua, flora, fauna, territorio). Analisi dei dati aggiornati e ipotesi per la presenza di impatti generati dalla produzione dell’impianto industriale.

 E’ necessario  tenere conto che si tratta di produzione di malta atomizzata per produrre (in altro luogo) piastrelle di ceramica di nuova generazione. Inoltre bisogna tenere conto che si tratta di materie prime quali sabbie, frammenti di rocce che provengono da altri Stati del Mediterraneo.

 E’ necessario  conoscere la caratterizzazione di tali “macro polveri”. E’ necessario conoscere quali sono i prodotti mescolati per ottenere la malta voluta. I prodotti i coloranti e le miscele chimiche pre-preparate. Ogni prodotto o materia prima ha un carattere che reagisce a contatto della lavorazione (600° C) e reagisce ulteriormente quando viene risucchiata e sparata nell’atmosfera attraverso i 25 camini della fabbrica. Serve conoscere le altezze dei camini per valutare i luoghi delle ricadute, inoltre è necessario conoscere quali sono le caratteristiche della ventilazione in quel territorio.

 La conoscenza della situazione meteorologica del territorio serve a valutare dove potrebbero   ricadere i residui di lavorazione (P 10 e micro) e dove potrebbe ricadere la pioggia acida provocata dalle emissione di vapore acqueo. E’ necessario sapere quale è la reazione atmosferica quando nel cielo della fabbrica, e nel territorio urbanizzato intorno, verranno emessi volumi di calore provenienti dagli otto camini della fase di atomizzazione.

 Sono verifiche necessarie per evitare di contribuire al surriscaldamento della terra, per evitare l’inerzia della politica e scongiurare un futuro invivibile.  

 Abbiamo parlato di chimica perché le micro polveri sono composte da elementi chimici. La presenza della chimica e dei pesticidi è stata riscontrata nelle acque interne (a Valle Punte Alberete e nelle Valli di Comacchio, nelle Valli meridionali come dalle relazioni convegno “Le Oasi palustri ravennati” svolto il 23.11.18 a Ravenna e relazione sul controllo dell’acqua derivata dal fiume Reno riversata nelle Valli Meridionali).

 Parliamo della possibilità che i 25 camini sparino in atmosfera dei residui di lavorazione in forma di micro polveri composte da elementi chimici: “ la chimica riversata nelle acque interne sono la causa di scomparsa di insetti, piccola fauna e pesci. Le emissioni di inquinanti in atmosfera, ma anche piccoli cambiamenti di temperature delle acque, sono responsabili di moria di pesci e di bivalvi e piante sommerse che popolano le valli.”

 Consigliamo di recuperare le relazioni del convegno svolto a Ravenna il 23.11.18 “ Le Oasi palustri ravennati, un paesaggio instabile e minacciato“.

 Chiediamo la massima attenzione degli Enti coinvolti nel procedimento unico in argomento. Chiediamo analisi reali e non copia-incolla.

 L’aumento di temperatura della matrice acqua assieme all’immissione di elementi chimici possono desertificare corsi d’acqua.

 

OSSERVAZIONE N. 22  H:  Sicurezza da  allagamenti      

 Riteniamo utile e doveroso ampliare ed aggiornare l’osservazione n. 9 presentata il 06.10.2018.

 Intendiamo integrare segnalando che il servizio Regionale che attiene al rischio alluvioni non si è degnato di prendere in considerazione il pericolo allagamenti e relazionare sul pericolo o meno che incorre l’area.

 Facciamo riferimento alle Mappe della pericolosità e del rischio di alluvione, ai sensi dell’art. 6 della direttiva 2007/60/CE e del D.Lgs n. 49 del 23.02.2010 – Distretto Padano Ambito Marino-costiero, Regione Emilia-Romagna .

 Documentiamo e consideriamo i giorni 24/25 novembre 2018. Giornate in cui l’alta marea ha messo a rischio l’area prospiciente la foce del canale navigabile.

 L’area del canale adduttore alla valle Molino è esondato. Nonostante la pericolosità diversi frequentatori dei bilancioni erano presenti a pescare, come da foto, con l’acqua a pochi centimetri dal pavimento... In giro nessuno ha messo in guardia per il possibile  rischio. Era stata emanata l’allerta meteo.

 L’area degli argini del canale adduttore alla Valle Molino è piena di Nutrie e delle loro tane. Servirebbe un monitoraggio per verificare la reale capacità dell’argine di mantenere l’urto della pressione dell’acqua alta.

 Ci preme ribadire che i due impianti industriali presenti ed abbandonati (ex Cercom ed Ex mangimificio Pasi) contengono al loro interno ed anche all’esterno  del materiale probabilmente inquinante.      

 In caso di allagamento potrebbe essere trascinato in mare, attraverso il  canale navigabile,  poi spargere il contenuto (bidoni, lastre di eternit con amianto). E’ il caso di procedere alla bonifica dei due siti attualmente abbandonati .

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OSSERVAZIONE N. 23 I: Bonifica del sito  

 Per quanto attiene alla bonifica dell’area, chiediamo vengano effettuati numerosi carotaggi nelle zone limitrofe alla Valle Isola, a Nord del fabbricato. Da diverse testimonianze di ex lavoratori in pensione viene confermato il sotterramento, in quella zona, di detriti, di contenitori di colori, e di altri rifiuti non ben precisati, comunque scarti di lavorazione con possibili componenti inquinanti.      

 Questo sarebbe avvenuto prima e dopo che le norme fossero maggiormente delineate.

L’attuale normativa, impone al Sindaco, in qualità di responsabile della salute pubblica, di emettere ordinanza di bonifica.

 

 OSSERVAZIONE N. 24 L: Sostenibilità ambientale    

 L’accordo di Parigi COP 21 – CMP11 sui cambiamenti climatici del 2015 deve entrare al più presto nelle agende della Regione, dell’Ente Parco, del Comune.

 In questi giorni si sta svolgendo la conferenza degli Stati COP 24 di Kantowice (Polonia) e raccogliamo la dichiarazione del Segretario dell’ONU:

 Nella sua nota il segretario generale delle Nazioni Unite, Guterres, non ha usato mezzi termini:

Abbiamo veramente un grosso problema”, ha ribadito. “Non stiamo ancora facendo abbastanza, né ci muoviamo abbastanza in fretta per prevenire un dissesto climatico irreversibile e catastrofico”. Il segretario dell’ONU ha indicato quattro settori (“semplici messaggi”, li ha definiti) su cui è necessario intervenire. Il primo è dare una risposta significativamente più ambiziosa ai progressi scientifici. Il secondo è rendere operativo l’accordo di Parigi. Il terzo è assumersi la responsabilità collettiva di investire per evitare il caos climatico globale (tenendo conto degli sforzi sotto il profilo economico e gli impegni finanziari assunti a Parigi). Da ultimo considerare l’attenzione verso il clima via migliore per trasformare il mondo in meglio “.

 

CONSIDERAZIONE FINALE N. 25 M .  

 Invitiamo ad una rilettura delle 25 osservazioni espresse il 06.10.2018. Le sopracitate osservazioni evidenziano la necessità di mantenere le tutele presenti nell’area oggetto del progetto in argomento.  

 Nell’insieme delle osservazioni vengono evidenziati i diversi motivi che costituiscono il nostro contributo ad evitare l’ubicazione di tale attività industriale:

1 – Sono passati solo quattro anni dall’approvazione del Piano Territoriale del Parco Regionale Delta del Po – Stazione Centro Storico di Comacchio (D.cp n. 45 del 19.06.2014), le motivazioni che hanno portato i tecnici all’approvazione sono ancora validi;

2 – Le norme del Parco coinvolgono diversi attori. Oltre ai cittadini che hanno partecipato al processo di condivisione quale interesse collettivo e diffuso: La Regione, la Provincia, i Comuni del Delta.

3 – Il Piano ha valutato le criticità ed i benefici, è stata scelta la valenza sociale, economica della conservazione del paesaggio del Delta e la salvaguardia della flora e della fauna del territorio del Delta. Scelta per garantire il fondamento e l’espressione identitaria delle comunità locali.

4 – L’ art. 27 comma 10 e 12 del Piano Territoriale-Stazione Centro Storico Comacchio hanno una valenza irrinunciabile in quanto partecipano al recupero delle connessioni vitali ecosistemiche, assieme ai corridoi ecologici ed ai siti di frequentazione della fauna selvatica. Non possono essere modificati, cadrebbe il ruolo di tutela dell’Ente Parco.

      Esponendo le osservazioni rimarchiamo la totale contrarietà all’insediamento del complesso industriale denominato “ex Cercom” per quanto sopra esposto a salvaguardia della salute dei cittadini residenti e non, per la conservazione dell’ambiente caratteristico della costa (terra) e delle Valli (acqua).