2018 - Un mare di plastica

Come avviene ogni anno, nel periodo estivo si effettuano i campionamenti delle acque dei nostri mari. Questa volta il nostro Mare Adriatico sembra essere appena sotto la soglia limite, oltre la quale viene stabilito il divieto di balneazione. L'anno precedente invece non è andata così "bene", con tracce di batteri fecali molto sopra il limite consentito ed altre sostanze nocive. Questo, nemmeno a dirlo, è costato il divieto di balneazione di un paio di giorni lungo tutto il nostro litorale (vedi qui:  http://www.sestopotere.com/i-dati-di-goletta-verde-in-emilia-romagna-plastica-killer-e-foce-del-torrente-marano-fortemente-inquinata-da-8-anni/ ; https://www.arpae.it/dettaglio_notizia.asp?id=9811&idlivello=130 ).

Continua invece l'emergenza plastica che è ovunque, presente in concentrazioni altissime purtroppo anche sulle spiagge naturali. Segue poi il polistirolo (derivato da cassettini usati nella pesca per contenere il pesce e mantenerlo fresco più a lungo) e le calze per mitili che vengono gettate in mare dai molluschicoltori (non tutti ovviamente) quando lavorata e chiusa la calza, ne rimane un'eccedenza. Il problema è serissimo e tutti noi possiamo, nel nostro piccolo, fare qualcosa, ad esempio girare sempre con un paio di guanti e un sacco della spazzatura per raccogliere i rifiuti sulle spiagge, nei boschi o nei prati. Possiamo limitare l'uso della plastica, preferendo cibi sfusi oppure, se confezionati, scegliendo le confezioni grandi che non contengono al loro interno altre confezioni monodose.